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venerdì 24 febbraio 2017

Paure

Entro.
Qua è tutto bianco. Manca uno specchio. Quello specchio.
C'è silenzio. Troppo silenzio. Quel silenzio.

Il posto migliore per farle uscire tutte, le mie paure.

Quelle strane bestie che mi sono state spesso sconosciute. Che non conosco.
Che vorrei guardare negli occhi e prendere in giro, sbeffeggiarle.
Quelle paure che sfocano l'immagine che ho di me.
Che mi fanno pensare di essermi persa.

Quelle paure che si bloccano all'altezza della bocca dello stomaco, esattamente sotto lo sterno, che fanno passare male l'aria, che rendono difficile sorridere senza tremare, parlare occhi negli occhi, che rendono complicato pensare, che abusano del mio corpo, del mio cervello, che mi posseggono.

Sono arricciate dentro la mia anima tra di loro, non mi permettono di esistere nel presente ma soltanto in un futuro imprevedibile.
Eppure, le sento così legate al passato.

Lotto contro di loro con la razionalità.
Le silenzio solo dormendo. Così mi ricarico per lottare ancora.

Le odio! 

Dovrei tirarle fuori una per una, qua, sbatterle sul pavimento ripetutamente fino a vederle, una ad una, scomparire.
Ma è una cosa da coraggiosi.

Perchè tirandole fuori potrei anche ottenere l'esatto contrario. Potrei dar loro ancora più forza, potrei venirne completamente inghiottita.

E in questa stanza manca lo specchio.
E c'è troppo silenzio.
E così, sono troppo poco coraggiosa!

Prendo contatto con me stessa, vado a ricercare il mio di specchio, quello interiore, quello dove è custodita la vera immagine di me, quello specchio che racchiude i colori e la musica dei miei pensieri.
Così ci sarà anche meno silenzio.

E diventa tutto più confortevole.






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